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POSTICIPO Scadenza Call for Paper - 10 febbraio 2019

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Macro-sessione II : I numeri

NOTA: nella proposta di "Sessione" si chiede di indicare un titolo, i nomi dei probabili partecipanti, un breve testo (max. 1000 battute) e un breve curriculum vitae del coordinatore.

INVIA LA PROPOSTA DI SESSIONE AL Referente: 
 user businessGiovanni Favero gfavero@unive.it

Questa macro-sessione intende mettere a fuoco la complessa dialettica tra le rappresentazioni quantitative della città e il loro uso come fonti per interpretare il loro sviluppo storico. Si tratta di un problema di per sé poco visibile oggi tra gli storici, ma cruciale per ogni tentativo di applicare correttamente i moderni strumenti di indagine scientifica. Da un lato, infatti, per lo storico rimane imprescindibile la critica delle

fonti, che in questo caso può essere condotta a partire da un’analisi approfondita delle modalità con cui i dati sono stati prodotti, del tipo di interessi che ne hanno motivato la raccolta, delle categorie utilizzate per elaborarli, dell’uso che ne è stato fatto in ogni epoca. I dati quantitativi costituiscono uno strumento prezioso per confrontare modelli e ipotesi interpretative rispetto alle trasformazioni e ai fenomeni urbani. D’altro canto, si pone la questione di come gli storici possano utilizzare oggi le informazioni contenute in quelle cifre e in quelle tabelle allo scopo di rispondere a domande inevitabilmente diverse; si applicano in questo caso categorie e modelli derivati dalla riflessione contemporanea sull’evoluzione della città nel tempo. Le diverse sessioni potranno affrontare la questione scegliendo un taglio legato a oggetti o problemi specifici, tenendo però assieme il punto di vista di chi usa i dati (storici dell’architettura, della città e del territorio, della popolazione, dell’economia e della società) e quello di chi ne studia le modalità storiche di costruzione (storici dell’urbanistica, del pensiero economico e delle scienze sociali, della scienza e della tecnica).
Una prima ipotesi di articolazione prevede quattro sezioni principali: Fonti quantitative: continuità e fratture; Numeri e politica della città; Tra città e territorio: misurare i sistemi urbani; Nuove tecnologie, nuovi modelli e nuove fonti.

Fonti quantitative: continuità e fratture

Il tema verte principalmente sull’evoluzione delle fonti quantitative (fiscali, militari, di polizia, sanitarie, anagrafiche e statistiche in senso lato) nel lungo periodo e il modo in cui queste hanno influenzato la lettura della città da parte degli storici. Le proposte di sessione dovranno concentrare l’attenzione sulle soluzioni di continuità e sul nesso tra l’emergere di nuovi fenomeni, l’invenzione di nuovi strumenti e criteri utili per misurarli e la conseguente disponibilità di fonti.

Numeri e politica della città
La questione centrale in questa sezione è quella del condizionamento esercitato dai dati quantitativi, dalla loro diffusione o dal loro eventuale occultamento, sulle politiche territoriali e sull’evoluzione stessa dei fenomeni urbani. L’influenza dei numeri potrà essere confrontata con quella esercitata da altri strumenti descrittivi e argomentativi, con riferimento anche ai gruppi di interesse che di preferenza ne hanno fatto uso.

Tra città e territorio: misurare i sistemi urbani
Questa sessione servirà a collocare i numeri "della città" all'interno di un quadro territoriale più ampio, così da ricostruire le origini sia delle crisi sia delle dinamiche espansive nell’ambito di un singolo contesto urbano: si prenderà in esame anche la provenienza o la destinazione dei flussi di popolazione e di risorse, nel tentativo di ricostruire un quadro "a somma zero" dei cambiamenti nelle gerarchie di un territorio.
Gli strumenti utili a definire i confini mutevoli dei sistemi urbani e la loro gerarchia interna potranno essere discussi a partire da casi di studio o da riflessioni a carattere metodologico.

Nuove tecnologie, nuovi modelli e nuove fonti
La sezione affronta il problema della quantificazione dei fenomeni di trasformazione urbana anche attraverso l'abbinamento con nuove tecnologie (3D, GIS, VR) destinate all'elaborazione di dati storici e archeologici. L'accento non va posto tanto sulla tecnologia in sé, ma sul suo utilizzo e sulle diverse metodologie di lavoro e di approccio alle fonti che questo implica. Cruciale appare il chiedersi in che
modo l'utilizzo di questi strumenti permetta di aggiungere nuova conoscenza, in una prospettiva che tenti di misurare il rapporto tra costi e benefici nell'impiego di queste tecnologie per la ricerca storica.

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