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4-2 Notizie dai Paesi Nordici o un’epoca di azione

Sessione Titolo Coordinatore della sessione  
4 - 2 Notizie dai Paesi Nordici o un’epoca di azione

user female Chiara Monterumisi, École Polytechnique Fédérale de Lausanne
user business 
Antonello Alici, Università Politecnica delle Marche
user female Monica Prencipe, Università Politecnica delle Marche

Sessione

Ancora oggi i Paesi Nordici incarnano un modello a cui ispirarsi per affrontare le questioni sociali nella città globale. Tuttavia, come riconosciuto a partire dagli anni sessanta e settanta del Novecento, tale pensiero corrente dà solo parziale giustizia della sfaccettata azione dei paesi Nordici in termini di politiche fondiarie, programmi di alloggi di massa e miglioramenti degli standard di vita delle fasce più povere della popolazione.

In effetti, nella difficile situazione postbellica, il Norden ha rappresentato una ventata di aria fresca tanto per i paesi europei devastati dalla guerra, quanto per gli Stati Uniti. Libri, articoli e viaggi di studio nei Paesi Nordici hanno favorito la diffusione di una politica della pianificazione, mentre i quartieri "umanizzati" del dopoguerra, organizzati in unità satellite dotate di tutte le necessarie attrezzature e servizi, si sono diffusi ai margini di molte città europee.

Ciononostante, alcuni critici di rilievo orientati verso un’interpretazione dogmatica dello sviluppo del modernismo, hanno giustificato il suo tardivo avvento nel Nord con la posizione ai margini del fermento radicale dell'Europa. In realtà, già prima degli anni '30 furono raggiunti risultati significativi in risposta alla carenza di alloggi e alle esigenze metropolitane. A ben vedere, una pratica “progressista” della pianificazione dei Paesi Nordici risaliva a ben prima, come dimostra la partecipazione attiva all'International Garden City Society fondata subito dopo la prima guerra mondiale, ad opera della prima delegazione norvegese.

La Svezia ha mostrato un particolare interesse per la pianificazione e per le esposizioni internazionali sul tema, organizzando la prima IFHTP (International Federation for Housing and Town Planning) a Göteborg nel 1923, che definì una modernità alternativa a quella in seguito incarnata dal gruppo CIAM.

Per una felice combinazione di eventi, anche l'ultimo incontro dell’IFHTP è stato ospitato in Svezia, e più precisamente a Stoccolma nel 1939.

Negli anni successivi, la condizione privilegiata della Svezia come stato neutrale ha dato spazio ad una ricerca empirica di equilibrio tra aspetti funzionali e sociali, all'interno della peculiare struttura del paesaggio. In questo senso, i grandi piani urbanistici e le nuove idee relative all'uso e al progetto degli spazi comuni hanno aperto la strada agli esperimenti di pianificazione degli anni '30 e ’40.

La sessione si propone di ampliare il quadro della critica sui modelli di pianificazione nordica e su suoi interventi specifici, nonché approfondire il contributo di figure di spicco dell’avanguardia, e infine di analizzare come questi abbiano influenzato a loro volta esperienze in tutto il mondo.

A questo proposito, la sessione invita a proporre riflessioni sull'eredità di quelle sperimentazioni urbane e di progettazione del paesaggio, sottolineando in particolare i successi e gli insuccessi, anche attraverso un punto di vista operativo, esplorando le loro condizioni attuali e la loro capacità di rispondere alle nuove esigenze della vita sociale contemporanea.

Sessione solo in lingua inglese.

 

   
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a.alici@staff.univpm.it

chiara.monterumisi@epfl.ch

m.prencipe@pm.univpm.it

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