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4-6 La dimensione globale del Patrimonio Culturale

Sessione Titolo Coordinatore della sessione  
4 - 6 La dimensione globale del Patrimonio Culturale

user business Marco Pretelli, Università degli Studi di Bologna
user female Elena Pozzi, Polo Museale dell’Emilia-Romagna, MiBAC

Sessione

Il Novecento ha visto la graduale mutazione della concezione del valore del patrimonio, fenomeno che soggiace alla costruzione del rapporto con l’antico e, conseguentemente, alla definizione dell’atteggiamento metodologico più idoneo per intervenirvi. Dalla percezione del valore documentale-artistico del monumento di eredità dell’Ottocento europeo, dopo la Seconda Guerra Mondiale, e le sue devastazioni e ricostruzioni, l’idea di valore si indirizza verso un’accezione eminentemente culturale in relazione a chi del bene fruisce. Successivamente, dagli anni Settanta, mutuando i più ampi fenomeni di globalizzazione, questa si orienta verso la decodifica dei molteplici livelli di lettura del valore del patrimonio, estendendone peraltro il tradizionale significato, associato ad una sempre più estesa varietà di cose, tangibili e intangibili, e spostando il dibattito teorico verso la predisposizione di definizioni che accolgono le disparate istanze culturali globali. Questo è quello che accade ad esempio per la nozione di autenticità formulata in ambito internazionale, che si pone in contrasto rispetto al quella della tradizione disciplinare italiana.

La sessione propone di indagare il riverbero della globalizzazione sul rapporto con l’antico, in termini di trasformazione dei processi di tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale a livello regolatorio, teorico ed operativo. Favorendo la presentazione di esperienze nazionali ed internazionali, si incoraggiano ad esempio interventi in tema di:

• I nuovi stakeholders nei processi di tutela, conservazione e valorizzazione. Chi sono (autorità pubbliche locali o europee, organizzazioni non governative; professionisti, volontari e società civile; comunità reali e virtuali), quali le rispettive competenze e le capacità di accesso ed esperienza del patrimonio, come possono interagire ed i possibili livelli di coinvolgimento, non sempre coerenti con lo squilibrio di potere decisionale, legislativo ed economico.

• Storia della costituzione e prospettive d’azione di Istituzioni, Enti ed Organizzazioni Internazionali che si prefiggono lo scopo di tutelare e valorizzare il patrimonio.

• Pratiche, strumenti legislativi e finanziamenti: quale equilibrio tra normativa internazionale e nazionale sul piano operativo, criticità ed elementi di innovazione; quali le forme di finanziamento ed i criteri di assegnazione.

• Comunicare, rendere accessibile, sponsorizzare il patrimonio culturale nelle dinamiche globali: esperienze specifiche.

• I processi di tutela e di valorizzazione nelle dinamiche globali: dagli effetti della dichiarazione di valore universale eccezionale sulle forme di tutela e di finanziamento, alle nuove prospettive di valorizzazione del patrimonio; quale l’evoluzione e la declinazione dei processi nei diversi contesti socio-culturali (nazionali o internazionali, metropoli o borghi, ...) ed istituzionali (musei pubblici o fondazioni private, ...), quali le strategie ed i sistemi innovativi.

• La ricostruzione post- trauma: atteggiamenti metodologici e prassi nel ‘mondo globale’, lo stato dell’arte a settant’anni dalla Seconda Guerra Mondiale. 

   
Form Form da compilare per proporre un intervento 
Email

marco.pretelli@unibo.it

elena.pozzi@beniculturali.it

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