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Norme sulla pubblicazione degli atti del congresso Aisu Catania 2013

 

Link al sito ScrimmE' in previsione la pubblicazione in formato digitale, tramite e-book dotato di ISBN e pubblicato dalla Scrimm Edizioni, di una selezione degli atti del convegno.

In questa prospettiva, i partecipanti al convegno Aisu 2013 potranno inviare il testo del loro intervento entro e non oltre il 31 agosto, sia ai coordinatori della loro sessione sia alla specifica casella di posta del congresso paper2013@storiaurbana.org. Il Comitato scientifico, appositamente nominato, procederà a una selezione degli interventi, mediante referaggio.

Redatto in lingua italiana o inglese, ciascun paper non dovrà superare le 10 cartelle di max 2200 battute (note e spazi inclusi) ciascuna.

I paper che non rispetteranno tali limiti e che perverranno ai suddetti indirizzi oltre la data di consegna stabilita non verranno presi in considerazione.

Il format del paper dovrà seguire inderogabilmente i seguenti standard:

Numero massimo di cartelle: 10
Numero massimo di battute per cartelle: 2200 spazi inclusi
Formato: .doc
Font: Times New Roman
Pt.:12
Interlinea: singola
Immagini: max 1
Dimensioni immagine: 800x1000 px
Note bibliografiche: in coda, max 1 cartella inclusa nelle 10 cartelle complessive.
Lingua: italiano o inglese
Scadenza consegna: 31 agosto 2013
Destinatari dell’invio: sia i coordinatori di sessione sia la casella di posta paper2013@storiaurbana.org

Norme Redazionali:

Citazioni
Le citazioni brevi (2-3 righe) vanno tra virgolette caporali (« ») con il rinvio alla fonte; le citazioni più lunghe (infratesto) vanno separate dal testo, in corpo minore e senza virgolette. Eventuali citazioni contenute in detti brani vanno contraddistinte con virgolette doppie in alto (“ ”). Eventuali omissioni vanno indicate con tre puntini tra parentesi quadre […]. Per facilitare la lettura è preferibile sciogliere le abbreviazioni contenute nei brani riportati nonché modificare la punteggiatura e l’accentazione secondo l’uso moderno.

Maiuscole
Le maiuscole vanno usate il meno possibile attenendosi alla massima uniformità in tutto il contributo. Vanno lasciate quando una denominazione fa corpo con il nome proprio cui si accompagna (nel caso di Istituto e di toponimo). Santo, San, Santi vanno maiuscoli solo nella denominazione di chiese, basiliche, ecc., e vanno comunque citati sempre per esteso. Le denominazioni di magistrature, enti, fondazioni, istituzioni, accademie, ecc. vanno maiuscole, in tondo anche se straniere, in tutte le iniziali delle parole che le compongono. Le sigle vanno maiuscole e senza punto (BNL, INPS, CEE, ecc.). Le parole: chiesa, basilica, monastero, tempio, porta, ecc. vanno minuscole (ad eccezione di: Porta Pia, Basilica Vaticana, Acquedotto Felice, ecc.). Vanno maiuscoli: Paesi nel senso di nazionalità, Stato e Chiesa intesi come istituzione, Regione, Provincia, Comune intesi come autorità; così pure Codice e Raccolta, quando sono seguiti da nome proprio; Seminario, Convegno, Colloquio, ecc. quando sono seguiti dal titolo; i secoli come Cinquecento, Ottocento, ecc., e anni Venti, anni Quaranta, ecc..

Riferimenti bibliografici
Nome puntato e cognome dell’autore in tondo seguito da virgola (nel caso di più autori, i nomi vanno separati da un trattino). Titolo dell’opera o dell’articolo per intero, in corsivo, seguito da virgola (nel caso di titolo in una lingua straniera, diversa dal francese, inglese, spagnolo e tedesco, si darà la traduzione in lingua italiana tra parentesi quadre). Luogo di pubblicazione; nome dell’editore e per le edizioni antiche del tipografo; data di pubblicazione; rinvio alla pagina (p.) o alle pagine (pp.). Per le opere in più volumi, dopo il titolo si indicherà il numero dei volumi (in numeri arabi), seguiranno il luogo, l’editore, l’anno (o gli anni) di pubblicazione, l’indicazione specifica del volume (in numeri romani) e delle pagine cui si intende fare riferimento. Con l’eccezione di dizionari, enciclopedie, ecc. per i quali si darà solo l’indicazione bibliografica del volume citato. Per le opere anonime e per le opere collettive si darà indicazione del solo titolo come sopra (non preceduto da “AA.VV.”), seguito dall’indicazione dell’eventuale curatore (in tondo, con la sola iniziale del nome); per le opere straniere è preferibile dare l’indicazione “a cura di” nella lingua originale, come compare nel frontespizio; per gli atti di convegni seguirà, in tondo e preceduta da una virgola, l’indicazione: Atti del convegno … (luogo, data). Per gli articoli di riviste indicare, come sopra, nome dell’autore (in tondo) e titolo dell’articolo (in corsivo), quindi segue il titolo del periodico tra virgolette caporali («Città e Storia», non preceduto da “in”), l’indicazione dell’annata in numeri romani, dell’anno solare, del fascicolo dell’anno (non preceduto da “n.” né da “fasc.”), delle pagine complessive e, se del caso, della/e pagina/e cui ci si intende specificatamente riferire (le pagine estreme vanno indicate per esteso: pp. 235-254); ad esempio: G. Giarrizzo, Intellettuali e Mezzogiorno nel secondo dopoguerra, «Studi Storici», XX, 1979, 1, pp. 91-110: 93. Per contributi in opere collettive o in raccolte miscellanee si indicherà autore e titolo del contributo come sopra aggiungendo altresì (preceduti da “in”) i riferimenti completi dell’opera collettiva in cui è contenuto, inclusa la specificazione delle pagine relative all’insieme del contributo, seguirà l’eventuale specificazione di particolari pagine cui ci si intende riferire. Quando si ripete a distanza la citazione da uno stesso libro o articolo si indicherà, come di consueto, l’autore e, invece, in forma abbreviata (limitata alle due o tre parole iniziali) il titolo, seguito dalla virgola e dall’espressione “cit.” (in tondo); seguirà l’indicazione della pagina/e. Non si daranno altre indicazioni di luogo e di data. Quando la seconda citazione segue immediatamente la prima si userà l’abbreviazione “Ibidem” in corsivo senza indicazione di pagina se ci si riferisce ad altra riga dello stesso luogo, ovvero l’abbreviazione “Ivi” in corsivo con indicazione di pagina se ci si riferisce ad altro luogo.

Per le citazioni di documenti d’archivio e di manoscritti
Successivamente agli eventuali riferimenti relativi allo specifico documento, si darà indicazione dell’archivio (in tondo), del fondo e di eventuali serie (in corsivo), della busta o registro e, infine, eventualmente, della carta con specificazione recto o verso. Qualora le citazioni di documenti d’archivio si ripetano più volte, occorrerà premettere alle note un’avvertenza non numerata, e collegata con asterisco al titolo, nella quale si darà l’elenco delle abbreviazioni usate, es.: ASR = Archivio di Stato di Roma; BAV = Biblioteca Apostolica Vaticana. Il titolo di documenti manoscritti andrà citato in tondo tra virgolette caporali. Per i rinvii alle pagine di un manoscritto si useranno le seguenti abbreviazioni: c. = carta; cc. = carte; r = recto; v = verso. Si raccomanda in particolare di indicare sempre nella citazione di volumi: l’editore; nella citazione di articoli: gli estremi completi della rivista (annata, anno, fascicolo, pagine entro le quali è compreso il testo completo dell’articolo). Si prega infine di evitare qualsiasi formattazione/tabulazione del testo.

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